RISCHI DEL’ATTIVITA’ ESCURSIONISTICA
L’escursionismo è una attività pericolosa che espone i praticanti a rischi di varia
natura. A tale riguardo si consiglia vivamente di consultare la letteratura specializzata
nella materia. In particolare si raccomanda si affrontare una escursione solo se si è in
possesso di esperienza, equipaggiamento ed abbigliamento adeguato.
Solo a titolo di esempio, si accenna al fatto che camminare sui sentieri richiede una
particolare attenzione e concentrazione in quanto possono essere presenti asperità del
terreno (pietre, radici, canaloni scavati dalle precipitazioni, ecc…) che espongono al
rischio di inciampare, scivolare o cadere. Alcuni tratti possono presentare il rischi di
caduta nel vuoto.
E’ caldamente raccomandato l’utilizzo di scarponi da montagna e di bastoncini da
escursionismo.
ATTRAVERSAMENTI O BREVI TRATTI SU STRADE CARRABILI
Lungo il percorso dei sentieri della provincia di Viterbo sono previsti attraversamenti
o brevi tratti su strade carrabili. Per la sicurezza si ricorda di attenersi al "Nuovo
codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285:
Art. 190. Comportamento dei pedoni (estratto).
1-I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri
spazi per essi predisposti; qualora questi manchino, siano ingombri, interrotti o
insufficienti, devono circolare sul margine della carreggiata opposto al senso di
marcia dei veicoli in modo da causare il minimo intralcio possibile alla circolazione. Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l'obbligo di circolare in senso opposto a
quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine
destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a
senso unico di circolazione. Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima
del suo sorgere, ai pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri
abitati, prive di illuminazione pubblica, è fatto obbligo di marciare su unica fila.
2-I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti
pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o
distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono
attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l'attenzione necessaria
ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.
3-È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato
attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali, qualora
esistano, anche se sono a distanza superiore a quella indicata nel comma 2.
4-È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata, salvo i casi di necessità;
è, altresì, vietato, sostando in gruppo sui marciapiedi, sulle banchine o presso gli
attraversamenti pedonali, causare intralcio al transito normale degli altri pedoni.
5-I pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di
attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.
6-È vietato ai pedoni effettuare l'attraversamento stradale passando anteriormente
agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.
CADUTA RAMI IN CASO DI VENTO
Nei boschi della Provincia di Viterbo sussiste la possibilità, durante giornate ventose,
della caduta di rami di alberi. È necessario fare la massima prudenza, specialmente in
caso di vento forte, ed eventualmente rimandare l’escursione.
CACCIA AL CINGHIALE
Come in molte regioni, anche nel Lazio viene praticata la caccia al cinghiale con lo
scopo di raggiungere e mantenere sul territorio una presenza della specie compatibile
con le esigenze di salvaguardia delle colture agricole e forestali e di tutela delle altre
specie selvatiche. Nella Provincia di Viterbo la caccia la cinghiale viene praticata in
determinati periodi dell’anno ( di solito da ottobre a gennaio) ed in zone delimitate seguendo precise regole organizzative e di sicurezza nel rispetto del Piano
Provinciale di Gestione Faunistica della specie e del Regolamento per la Gestione e
l’esercizio venatorio della specie cinghiale.
Le zone di caccia vengono appositamente segnalate, a tal proposito si riporta
l’articolo 7 comma 4 del Regolamento Provinciale:
“Un’adeguata tabellazione della zona assegnata avverrà, a cura della squadra,
prima dell’inizio della stagione venatoria. La porzione di territorio della zona, di
volta in volta interessata dalla battuta dovrà essere segnalata a cura della squadra
con bandierine rosse, o altri supporti di maggiore visibilità e dello stesso colore, da
posizionare prima della battuta e da togliere al termine, con sopra scritto "Battuta in
atto - Pericolo". Le bandierine dovranno essere posizionate non prima di mezz’ora
dall’inizio della battuta lungo il perimetro della porzione di zona effettivamente
interessata alla battuta in atto o almeno nei punti di accesso all’area e dovranno
essere collocate ad almeno 100 metri all’esterno dalla linea delle poste.”
Per ulteriori informazioni consultare il sito web della Provincia di Viterbo :
www.provincia.viterbo.gov.it/
ATTRAVERSAMENTO DI CORSI D’ACQUA
Alcuni sentieri della provincia di Viterbo prevedono l’attraversamento di piccoli corsi
d’acqua. Durante le stagioni più piovose occorre fare molta attenzione in quanto,
salendo il livello delle acque, il guado può essere difficoltoso e pericoloso. In ogni
caso fare attenzione alle rocce a pelo d’acqua perché possono risultare scivolose. A
volte sono presenti ponticelli in legno o altre opere simili di tipo “artigianale”, la cui
resistenza non è garantita; occorre verificare bene la resistenza prima di passare: in
caso di dubbio, è bene cercare passaggi alternativi.
SENTIERI ADIACENTI A TERRENI ADIBITI A COLTURE
Alcuni tratti di sentiero della provincia di Viterbo possono costeggiare terreni agricoli
adibiti a colture. A seconda della stagione, è bene fare attenzione alle interferenze con
le lavorazioni agricole. Per esempio: 1) la raccolta delle nocciole con mezzi
meccanici può diffondere nell’aria polveri fastidiose; 2) i trattamenti fitosanitari
tramite macchine irroratrici con atomizzatori; ecc…. SEGNALETICA CAI
Alcuni sentieri della provincia di Viterbo hanno segnaletica CAI (bianco-rossa). Può
capitare che alcuni segnavia vengano a mancare per diverse cause (taglio della
vegetazione, avverse condizioni meteo, ecc…). Nel caso non si riesca a vedere un
segnale e si abbiano dubbi sul percorso, si consiglia di tornare indietro. Tener
presente che proseguire senza segnaletica CAI espone a rischi tra cui quello di
perdersi.
Prima di intraprendere un qualunque sentiero, si consiglia vivamente di scaricare la
traccia gpx disponibile sulla pagina web del CAI di Viterbo e seguirla con un
apparecchio GPS o con smartphone dotato di GPS ed una applicazione adatta (per
esempio: GPX Viewer).
Per alcune aree sono inoltre disponibili alcune cartine escursionistiche che si
consiglia di stampare a portare con se prima di ogni escursione.
CANI DA GUARDIANIA: BUONE NORME DI COMPORTAMENTO PER
GLI ESCURSIONISTI RESPONSABILI
In seguito al ritorno spontaneo del Lupo sulle Alpi e alla sua presenza stabile in
Appennino, le attività di pastorizia hanno subito dei cambiamenti nella loro gestione
per prevenire danni al bestiame al pascolo.
I Cani da guardiania o da protezione, insieme ad altre misure come le recinzioni
elettrificate e la presenza costante del pastore in alpeggio, si sono dimostrati una delle
misure di prevenzione più efficaci per ridurre e contenere al minimo i potenziali
attacchi alle greggi.
Questi Cani proteggono il bestiame in modo autonomo e istintivo, giorno e notte e
con ogni tempo. Costituiscono parte integrante del gregge, aumentano la loro
attenzione all’imbrunire e durante gli spostamenti delle greggi. Sono stati allevati in
maniera accurata per svolgere il compito di difesa delle greggi.
Gli Escursionisti Responsabili quando, nei loro percorsi, raggiungono o si
avvicinano a pascoli ove sono presenti Cani da guardiania o da protezione, adottano
comportamenti di prudenza e di rispetto per le attività che il Pastore svolge aiutato
dai Cani.
o Non attraversate le greggi; in questo modo si spaventano gli animali e si
possono allertare i Cani da protezione i quali, individuandovi come un
pericolo, reagiranno abbaiando e venendovi incontro. o Non gridate e fate movimenti bruschi con bastoni ne lanciate sassi verso il
bestiame o verso il Cane.
o Se il Cane si avvicina STATE FERMI e non guardatelo fisso negli occhi ;
questo comportamento potrebbe essere interpretato come una sfida.
o Indietreggiate lentamente, senza mai voltarvi, fino al momento in cui il Cane
cesserà di abbaiare (non vi riterrà più un pericolo).
o Dopo di che riprendete a camminare tranquillamente aggirando il gregge.
o Se siete in bicicletta NON attraversate mai un gregge o un pascolo; scendete e
lentamente a piedi aggirate il gregge o il pascolo presidiato, potrete poi risalire
tranquillamente in bicicletta e proseguire la vostra escursione.
o E’ sconsigliato portare con se Cani da compagnia se l’escursione programmata
può interessare territori ove siano presenti greggi al pascolo presidiati da Cani
da guardiania; nel caso in cui vi trovaste comunque in questa situazione tenete
il vostro Cane al guinzaglio e non prendetelo in braccio. Allontanatevi dal
gregge e dal pascolo compiendo un largo giro attorno ad esso.
GLI ESCURSIONISTI RESPONSABILI, SONO PARTE DELLA
MONTAGNA E SOSTENGONO LE ATTIVITA’ DEGLI ALLEVATORI
RISPETTANDO LE GREGGI E I CANI CHE LE PROTEGGONO
ADOTTANDO SEMPRE COMPORTAMENTI RAGIONATI E NON
IMPULSIVI. CON IL RITORNO DEL LUPO IL CAMBIAMENTO NON E’ A
SENSO UNICO SOLO PER PASTORI ED ALLEVATORI.
“IN MONTAGNA SIAMO SOLO DEGLI OSPITI”
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